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Alimentarsi è
un atto di primaria importanza per la nostra salute. Nutrirsi in modo
errato ha conseguenze sia sul fisico che sulla mente: riduce le
energie, crea stati di depressione, induce pessimismo, limita le
difese dell’organismo, predispone alle malattie; scegliere i cibi più
adatti significa stare a "sentirsi" meglio, aumentare la
propria fiducia in sè e nella vita e prevenire l’insorgere di
eventuali malanni.
Intervenire
quando la malattia è già iniziata è un modo di vivere passivo: è
"come scavare un pozzo quando si ha già sete o fabbricare armi
quando la guerra è già scoppiata". L’importanza della
prevenzione è sempre sottolineata, anche nei più antichi testi
cinesi. Nel Huangdi Neijing (il Classico di medicina dell’Imperatore
Giallo, 3000 a.C.) si sottolinea che "un buon medico deva prima
di tutto saper prevenire le malattie".
Molti antichi testi cinesi trattano sia di medicina
che di cucina cinese, sottolineando spesso che la prima medicina,
quella che ognuno prende tutti i giorni e che più di ogni altra
influisce sulla nostra salute consiste proprio nel cibo.
"Dobbiamo esser grati ai cinesi per questa loro confusione tra
medicina e cibo – dice Lin Yu Tang – perché ciò rende la loro
medicina meno medicina e il loro cibo più di un cibo".
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